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Archive for marzo, 2013

Democrazia, giustizia e rispetto. Aldrovandi, solidarietà Arci alla famiglia e al Sindaco di Ferrara

28.03.13

Il sit-in organizzato a Ferrara dal sindacato di polizia Coisp, il 27 marzo, per protestare contro la carcerazione dei quattro poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi ci ha offeso e indignato. Non solo perché pensiamo che le forze dell’ordine debbano – come e più degli altri cittadini – rispettare le decisioni della magistratura, ma anche perché la scellerata decisione di svolgere la manifestazione sotto le finestre del Comune di Ferrara, dove lavora Patrizia Moretti, la mamma di Federico, dimostra la volontà di provocare una donna che ha subito la perdita più grande.

L’unica colpa di Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi è stata quella di cercare in questi anni, con una fermezza e una pacatezza che meriterebbero ben altro rispetto, la verità sulla morte del figlio diciottenne, ucciso la notte del 25 settembre 2005 durante l’intervento di quattro agenti. La loro condanna definitiva, dopo un processo per molti versi storico, a 3 anni e 6 mesi non è stata sufficiente a calmare le ire del Coisp e di altri sindacati di polizia che ritengono, evidentemente, che alle forze dell’ordine debba essere garantita in ogni caso l’impunità. (continua…)

Democrazia e partecipazione: l’Arci a Tunisi al FSM 2013

26.03.13

Sessanta attivisti e dirigenti dell’Arci hanno raggiunto Tunisi in queste ore per partecipare al Forum Sociale Mondiale, che si aprirà il 26 per chiudersi il 30 marzo con la grande manifestazione del pomeriggio.Un Forum speciale in un paese speciale in un periodo speciale. Il Forum di Tunisi non sarà solo l’incontro periodico della più grande rete mondiale di società civile che riunisce sindacati, associazioni e movimenti. Il FSM in Tunisia sarà soprattutto una forte mobilitazione internazionale per difendere e allargare lo spazio democratico della regione dopo la primavera araba. Sarà il più grande evento di società civile della regione, organizzato dagli attori sociali che hanno spazzato via un dittatore, e ora perseguono con coerenza e determinazione, con la partecipazione popolare, la via pacifica e costituzionale.

L’Arci ha sostenuto dall’inizio l’impegno del Comitato Organizzatore e del Forum Sociale del Maghreb, convinta che nel futuro della regione Mediterranea sia inscritto anche il possibile futuro del nostro paese e dei paesi europei del Sud, del nuovo modello di economia e di società di cui abbiamo bisogno per (continua…)

Il network internazionale per la mobilità culturale On The Move, presenta “Move On!”

15.03.13

On the Move, il network internazionale per la mobilità culturale, presenta un nuovo dossier di ricerca: Move On vi guida con 10 ‘regole d’oro’ per vivere al meglio le esperienze all’estero. Pensata per giovani artisti alla loro prima esperienza all’estero, Move on! è utile anche per i meno giovani, soprattutto grazie ai link a siti, portali e blog che aiutano a orientarsi e cercare le informazioni più importanti. Move on! è scaricabile gratuitamente in italiano (grazie alla traduzione a cura dell’Arci), inglese, francese (e presto in tedesco) dal sito di On the Move. Dal 2002, On the Move (OTM) opera come canale di informazione sulle opportunità di mobilità per artisti e professionisti della cultura. Nato come sito web, è diventato una rete di organizzazioni che si occupa di mobilità culturale in vari modi e opera oggi su una doppia direttrice di informazione e di advocacy, cioè di difesa degli interessi degli artisti e operatori che vivono e lavorano attraverso le frontiere. (continua…)

La mimosa e la spada. Un 8 marzo contro il femminicidio

07.03.13

Alla vigilia dell’8 marzo l’Italia farebbe bene a interrogarsi. Ma davvero siamo un Paese che perseguita la donna? Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, ha parlato di femminicidio: «È la prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e i 44 anni». Femminicidio è un neologismo ed è una brutta parola: significa la distruzione fisica, psicologica, economica, istituzionale della donna in quanto tale». È un termine coniato ufficialmente per la prima volta nel 2009, quando il Messico è stato condannato dalla Corte interamericana dei diritti umani per le 500 donne violentate e uccise dal 1993 nella totale indifferenza delle autorità di Ciudad Juarez, nello Stato di Chihuahua. Certo, in Italia non siamo arrivati a questi livelli. Però si tratta di delitti trasversali a tutte le classi sociali. C’è chi sta peggio, ma in Europa siamo messi davvero male. I numeri sembrano quelli di una strage. Nella stragrande maggioranza dei casi gli assassini sono all’interno della famiglia, mariti, partner, parenti, ex, persino figli. Come se non bastasse, poi, «i dati sono sottostimati perché non tengono conto delle (continua…)

 

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