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23.07.13

Beni e Cobianchi (Arci): bene la legge di riforma sul voto di scambio approvata dalla Camera

Martedì scorso la Camera ha approvato all’unanimità la Legge di riforma dell’art. 416 ter del Codice Penale sul reato di voto di scambio politico mafioso. Con la nuova normativa il reato di voto di scambio sarà punito non solo quando si possa provare la dazione di denaro, ma anche in tutti quei casi in cui si possa provare che il ricatto mafioso si è concretizzato attraverso forme diverse e più subdole come promesse di vantaggi e favori personali, favoreggiamento negli appalti, autorizzazioni, concessioni,  privilegi di diversa natura. Colpire la corruzione significa colpire anche tutte le zone grigie all’interno delle quali le mafie si nutrono. E’ un cambiamento molto importante, che apre prospettive nuove nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, andando a colpire con strumenti più efficaci proprio la commistione fra politica e malaffare. Era la prima proposta della campagna Riparte il Futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele e sostenuta da molte associazioni fra cui l’Arci. Si chiedeva ai candidati alle passate elezioni politiche di impegnarsi a riformare nei primi cento giorni della nuova legislatura per l’appunto quell’articolo del  Codice Penale. Alla campagna  avevano aderito oltre 300.000 cittadini e molti candidati in campagna elettorale. I deputati dei ‘braccialetti bianchi’ hanno così mantenuto il primo impegno. L’approvazione della riforma, riconosce -  a tale proposito – la forte valenza della partecipazione popolare.

Come Arci, abbiamo creduto nel “futuro” libero dalla corruzione fin da principio. Non soltanto aderendo, come associazione, alla campagna ma, in concreto, portando il messaggio in giro per i territori in occasione della Carovana Internazionale Antimafie.

Ora  il lavoro deve proseguire sull’autoriciclaggio, sul falso in bilancio, sulla legge d’iniziativa popolare promossa dalla campagna Io riattivo il lavoro per la tutela dei lavoratori delle aziende confiscate alla mafia.

Questa vittoria – una volta tanto – della buona politica fa ben sperare in un salto di qualità nell’impegno delle istituzioni contro la criminalità organizzata per avviare quella rivoluzione culturale che liberi, una volta per tutte, il Paese dei suoi peggiori coni d’ombra.

 

Paolo Beni, presidente nazionale Arci,

Alessandro Cobianchi, responsabile legalità democratica Arci

 

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