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10.10.14

Pesaro, 30 anni di musica e partecipazione

L’ARCI Comitato provinciale di Pesaro e Urbino festeggia quest’anno trent’anni di attività dei centri musicali, esperienza nata per iniziativa del Comune di Pesaro e successivamente condivisa e sviluppata con la rete dei circoli ARCI. A Daniela Ridolfini, insegnante di musica diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Ferrara e Presidente del Centro Musicale “Pantano”, abbiamo chiesto di ricostruire tra presente e passato la storia di questo originale percorso di cultura e partecipazione.

Quando e come nasce l’esperienza dei centri musicali?

Il contesto nel quale la nostra esperienza muove i primi passi è la Pesaro dei primi anni ’80, anni nei quali si avverte nella città l’esigenza di portare la cultura musicale fuori dagli spazi tradizionali in cui fino ad allora aveva vissuto e di proporne una diffusione più partecipata e orizzontale, facilitando l’accesso alla sua conoscenza e al suo studio. Sulla spinta di queste aspettative il Comune di Pesaro avviò i primi corsi di orientamento musicale che in pochi anni si trasformarono in centri musicali e videro protagonista del loro sviluppo l’ARCI, che oggi può quindi festeggiare  ben trent’anni di attività in questo ambito.

Qual è stata e qual è la risposta della città nel corso degli anni?

Molto buona: valutiamo di aver coinvolto nel corso di oltre trent’anni circa 5mila studenti, giovani e meno giovani. Anche in questi ultimi anni, nonostante la crisi, abbiamo richieste significative da parte di almeno 100/150 studenti ogni anno, dei quali quasi il 70% sono giovani e giovanissimi. E nonostante il fisiologico turn over tanti sono coloro che proseguono stabilmente nel tempo il percorso musicale.  Mi piace ricordare in particolare che tra gli insegnanti che animano i corsi diversi sono ex-studenti poi diventati a loro volta musicisti e insegnanti di musica.

Quale offerta offre oggi il centro musicale e quali sono le ipotesi di sviluppo per il futuro?

Attualmente sono attivi, oltre  all’ “Orchestra del Centro Musicale Pantano” e al “Canto Corale POP”, un corso per rock band e – cosa della quale vado orgogliosa – un corso di musica antica che attraverso lo studio di liuto e flauto consente di recuperare e valorizzare l’enorme patrimonio della musica medioevale. Per il futuro vorremmo attivare un corso di musical, raccogliendo così una sollecitazione che da alcuni anni ci viene rivolta da tantissimi cittadini, giovani e non. L’idea infatti di portare la cultura musicale alla portata di tutte e tutti, in modo democratico nonchè a costi ridotti e accessibili rimane – oggi come trent’anni fa – il nostro obiettivo, sociale oltre che culturale.

 

 

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