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30.03.12

Migranti e richiedenti asilo, serve una nuova politica di accoglienza

Le richieste di asilo depositate nei Paesi industrializzati nel 2011 sono salite del 20% e, in particolare in Italia, ne sono state registrate 36.000, tre volte tanto quelle dell’anno precedente: questo il quadro presentato dal rapporto sull’asilo pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Un aumento delle domande legato agli sconvolgimenti che lo scorso anno hanno caratterizzato il Nord Africa e che riporta l’Italia nella media dei paesi europei, diversamente da quanto accaduto negli anni dei respingimenti disposti dall’allora Ministro Maroni. La maggior parte dei richiedenti asilo è attualmente ospitata in strutture del tutto inadeguate e ogni giorno al numero verde per rifugiati dell’Arci arrivano decine di telefonate per denunciare soprusi, disfunzioni, mancato rispetto dei diritti. Siamo preoccupati per le migliaia di risposte negative che arrivano dalle commissioni territoriali perché presentate da stranieri provenienti dalla Libia ma non di nazionalità libica. Serve urgentemente un provvedimento che tenga conto dell’impossibilità per queste persone di tornare in patria, e dunque gli riconosca il diritto alla protezione temporanea. Intanto continuano ad arrivare centinaia di migranti senza che il governo abbia adottato provvedimenti in grado di evitare che si creino situazioni di emergenza come accaduto un anno fa.

E’ necessario riattivare l’accoglienza a Lampedusa e potenziare immediatamente la rete Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ampiamente sottodimensionata (3000 posti a fronte di 36000 domande, meno del 10%!).

Più in generale, il sistema di accoglienza oggi operante (Protezione Civile, Cara e Aree Metropolitane) va unificato, superando l’attuale frammentazione e disomogeneità. Se, come ha sostenuto recentemente il Presidente del Consiglio, il modello di riferimento sono le politiche attuate dall’ex ministro Maroni, non ci siamo davvero. E’ necessaria infatti una netta discontinuità con scelte che hanno prodotte ingiustizie e razzismo, tanto da essere state in più riprese condannate da organismi internazionali.

 

Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

 

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